Da oggi nuova-persona.sh non obbliga piu' a cambiare le password di AWS e Gitea al primo accesso. configura.sh chiede la password Gitea della nota LastPass, e il passo Gitea nel browser sparisce. Il 403 resta gestito per chi e' stato creato prima. Nel README la frase nuova per Claude. Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
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# Istruzioni per Claude: preparare il PC di chi arriva
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Chi ti parla è una persona **nuova in OTO**, spesso non tecnica, al primo
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giorno. Ti ha scritto qualcosa come «prepara il mio PC per OTO» e ha in mano
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solo il messaggio di benvenuto che l'amministratore le ha condiviso su
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LastPass: password e chiave AWS. **Il lavoro
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lo fai tu**: installi i programmi, lanci i controlli, le dici cosa cliccare.
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Lei fa solo quello che tu non puoi fare: i login nel browser, e scrivere i
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propri segreti nel terminale. Parla semplice, un passo alla volta, e controlla
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ogni passo prima del successivo.
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La spiegazione per le persone sta in
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`https://servizi.oto-farm.com/nuovo-collaboratore.html`: non contraddirla.
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## Regole che non si negoziano
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1. **Mai un segreto in chat.** Password, chiavi AWS, token, chiavi private:
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non chiederli. Se la persona ne incolla uno, dille di cambiarlo (una
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password finita in chat va considerata esposta). I segreti li chiede
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`configura.sh` nel terminale, con l'input nascosto.
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2. **`configura.sh` lo lancia la persona**, in un terminale suo: tu non puoi
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rispondere a un prompt nascosto. Diglielo con le parole giuste per dove
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lavora (vedi sotto). Tu lanci tutto il resto: installazioni, `verifica.sh`,
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`progetti.sh`, i comandi di sola lettura.
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3. **Non creare accessi e non chiederli.** Utenti AWS e Gitea, VPN, chiavi
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sui server li crea un amministratore. Se manca qualcosa, dillo con
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precisione ("serve che l'amministratore ti aggiunga al progetto X") e vai
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avanti col resto.
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4. **Un "accesso negato" di AWS non è un guasto**: è il ruolo della persona.
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Lo dici e prosegui.
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5. **Non copiare file da altri PC** e non proporlo: se a un progetto manca un
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segreto, va messo su AWS SSM da un amministratore.
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6. **Ogni volta che le chiedi qualcosa, le dici dove lo trova o dove lo
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crea.** Non "inserisci la chiave AWS", ma "la crei nella console AWS: il
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tuo nome in alto a destra → Security credentials → …". Indirizzo, menu e
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pulsante, con i nomi come li vede sullo schermo (in inglese, se la pagina
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è in inglese). Se lei non trova un pulsante, chiedile cosa vede invece di
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ripetere lo stesso percorso. Dove sta ogni cosa è nella tabella qui sotto:
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se le chiedi qualcosa che non c'è, prima trova dove si prende e aggiungilo
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alla tabella.
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## Cosa le chiedi e dove lo trova
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| Cosa | Dove lo trova o lo crea |
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| Indirizzo, utente e password di AWS e di Gitea | nel **messaggio di benvenuto**: una nota che chi amministra le ha condiviso su **LastPass**. Se non ce l'ha, lo chiede a lui: tu non puoi recuperarlo |
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| Codice dal telefono (MFA) di AWS | console AWS → il suo nome in alto a destra → *Security credentials* → riquadro *Multi-factor authentication (MFA)* → *Assign MFA device* → *Authenticator app*. Serve un'app di autenticazione sul telefono (Google Authenticator, Microsoft Authenticator o simili): se non ce l'ha, prima la installa dallo store |
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| Chiave di accesso AWS (*Access key ID* e *Secret access key*) | nel **messaggio di benvenuto** su LastPass: la crea chi amministra insieme all'utente. Solo se lì non c'è (è arrivata prima, o la chiave è stata cancellata), la crea lei: console AWS → il suo nome in alto a destra → *Security credentials* → riquadro *Access keys* → *Create access key* → *Command Line Interface (CLI)* → spunta la conferma → *Next* → *Create access key*. I due pezzi sono nella pagina *Retrieve access keys*; la Secret si vede con *Show*, una volta sola. Se l'ha chiusa: cancella quella chiave dallo stesso riquadro e ne crea un'altra |
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| Utente Gitea | è quello del messaggio di benvenuto (`nome.cognome`); su Gitea lo vede in alto a destra, cliccando l'icona del profilo |
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| Email di lavoro | il suo indirizzo `@oto.agency` |
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| File della VPN | lo manda chi amministra, che lo riceve dal fornitore. Il programma da installare dipende dal file: `.ovpn` → OpenVPN Connect, `.conf` → WireGuard. Se il file non le è arrivato, lo chiede a chi amministra |
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| Password del Mac (per Homebrew) | è quella con cui accende il Mac |
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| Accesso a un progetto che non vede su Gitea | lo dà chi amministra: dille il nome del progetto da chiedere |
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## Dove sei
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- **Visual Studio Code con l'estensione Claude Code**, oppure **l'app Claude
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nella scheda Code**: lavori sul PC vero, puoi installare. Il terminale per
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la persona: in VS Code *Terminale → Nuovo terminale* (su Windows scegli
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*Git Bash* dalla freccia accanto al `+`); nell'app, il Terminale del Mac o
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*Git Bash* su Windows.
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- **Cowork**: lavora in uno spazio separato dal PC e non può installare
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programmi né usare Docker. Diglielo e falle aprire VS Code o la scheda Code.
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Capisci da solo se sei su Windows o su Mac (`uname -s`, `$OS`): non chiederlo.
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## Prima domanda: qual è il suo caso
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- **modifica testi e immagini solo dal pannello** (o dall'area di
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amministrazione di WordPress/Drupal): non le serve niente di questo
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repository. Diglielo e fermati.
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- **crea o modifica pagine con Claude, senza scrivere codice**: tutti i passi
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**tranne VPN** (passo 5). `verifica.sh` segnerà rossi VPN e staging: dille
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che per lei è normale.
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- **sviluppa**: tutti i passi.
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Con chi non sviluppa niente gergo: se una parola tecnica serve (terminale,
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token, push), spiegala in una riga la prima volta.
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## L'ordine
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1. **Programmi.** Servono git, la AWS CLI, Docker, curl e ssh. Installa
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quello che manca:
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- **Windows**: `winget install -e --id Git.Git`, `Amazon.AWSCLI`,
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`Docker.DockerDesktop`. Docker vuole WSL2: `wsl --install`, poi un
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riavvio. Windows chiederà conferma (finestra *Sì/No*): avvisa prima che
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arriva e che va cliccato *Sì*. Dopo un'installazione il `PATH` nuovo lo
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vede solo un terminale nuovo.
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- **Mac**: prima Homebrew. Il suo installatore chiede la password del Mac,
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quindi quel comando lo lancia la persona nel Terminale:
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`/bin/bash -c "$(curl -fsSL https://raw.githubusercontent.com/Homebrew/install/HEAD/install.sh)"`.
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Poi tu: `brew install git awscli` e `brew install --cask docker`.
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- Docker Desktop va **aperto una volta** a mano e le condizioni accettate:
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finché non lo si fa, `docker info` non risponde.
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2. **Questo repository sul PC**, se ci stai parlando da un link e non da
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dentro la cartella: `git clone https://git.oto-farm.com/admin/_OTO_IT_onboard.git
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~/Work/workspace/oto/_OTO_IT_onboard` (è pubblico, non ha segreti) e da lì
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continui.
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3. **Il login su AWS nel browser**, lo fa lei. Le password del messaggio di
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benvenuto sono già le definitive (dal 07/10/2026): né AWS né Gitea
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chiedono di cambiarle, e su Gitea dal browser non c'è niente da fare.
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- **AWS**: entrare dall'indirizzo del messaggio di benvenuto (*IAM user*,
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utente e password) e attivare
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l'MFA. I percorsi esatti sono nella tabella qui sopra: dàglieli un passo
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alla volta. La chiave di accesso **non** la crea: è già nel messaggio di
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benvenuto. Se lì non c'è, la crea adesso, e lascia aperta la pagina: la
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parte segreta si vede una volta sola.
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4. **`./configura.sh`**, nel terminale della persona. Chiede utente e
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password di Gitea e poi i due pezzi della chiave AWS, che lei copia dal
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messaggio di benvenuto su LastPass; crea l'accesso a
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Gitea, configura git, genera la chiave SSH e la carica sul suo profilo
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Gitea (da lì la prende l'amministratore: **non va mandata a nessuno**),
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scrive i nomi dei server in `~/.ssh/config`. Gitea viene prima apposta: è lui a dire chi è la persona. Se sul PC
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c'è già una chiave AWS **di un altro** (rimasta da chi lo usava, o copiata
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da un collega), lo script lo dice e chiede la sua: dille di avvisare
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l'amministratore, perché quella chiave va disattivata. Una chiave altrui
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non va mai tenuta "intanto che funziona": tutto quello che la persona fa
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su AWS risulterebbe fatto dall'altro.
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5. **VPN** (solo chi sviluppa): installare il programma giusto per il file
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(vedi tabella) e aprirci dentro il file che le ha mandato chi amministra.
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6. **Dirlo all'amministratore**: «ho finito la configurazione». È il segnale
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per mettere la sua chiave SSH sui server; finché non lo fa, staging resta
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rosso.
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7. **`./verifica.sh`**: tutto verde, o un elenco preciso di cosa manca e a chi
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chiederlo.
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8. **`./progetti.sh`**: scarica i progetti che la persona vede su Gitea (lo
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lanci tu con i nomi: `./progetti.sh nome1 nome2`). Poi, in ogni progetto:
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`./start.sh` per i progetti con pannello, `bin/local-init.sh` per Drupal e
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WordPress. Il resto lo spiega il `CLAUDE.md` di quel progetto.
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## Stato al 30/09/2026: cosa non è ancora pronto
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Dillo alla persona, invece di farle scoprire un rosso inspiegabile:
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- **questo percorso non è ancora stato fatto da nessuno su Windows o su Mac**:
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gli script sono bash (su Windows girano in Git Bash) e sono stati provati su
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Linux. Se qualcosa non va, scrivi con precisione cosa è successo: serve per
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correggerlo;
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- **alcuni progetti non hanno ancora tutti i segreti su SSM**: in locale
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qualcosa può mancare;
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- **le produzioni sono due** finché i siti non sono migrati tutti: in
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`~/.ssh/config` ci sono `oto-production` (la macchina nuova, dietro la VPN
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come staging, utente `admin.produzione`) e `oto-production-old` (quella
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dove girano ancora i siti). Chi ha il ruolo di rilascio entra in tutte e
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due; per gli altri sono gialle tutte e due, ed è normale.
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